Questi posti da visitare si trovano vicino Roma e permettono una escursione  che richiede un solo giorno.
Se avete tempo non dovreste perdervele!
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Villa d’Este, capolavoro del giardino italiano e inserita nella lista UNESCO del patrimonio mondiale, con l’impressionante concentrazione di fontane, ninfei, grotte, giochi d’acqua e musiche idrauliche costituisce un modello più volte emulato nei giardini europei del manierismo e del barocco.

Il giardino va per di più considerato nello straordinario contesto paesaggistico, artistico e storico di Tivoli, che presenta sia i resti prestigiosi di ville antiche come Villa Adriana, sia un territorio ricco di forre , caverne e cascate, simbolo di una guerra millenaria tra pietra e acque. Le imponenti costruzioni e le terrazze sopra terrazze fanno pensare ai Giardini pensili di Babilonia, una delle meraviglie del mondo antico, mentre l’adduzione delle acque, con un acquedotto e un traforo sotto la città, rievoca la sapienza ingegneresca dei romani.
 

 

Anche se la tradizione attribuisce la fondazione di Ostia ad Anco Marcio, quarto re di Roma vissuto nella seconda metà del VII secolo a.C., ad oggi sono scarse le evidenze archeologiche che consentono di corroborare questa indicazione storica.

Tuttavia la presenza in età régia di un abitato in prossimità della foce sembrerebbe accreditarsi per l'esistenza delle saline in prossimità della foce del Tevere, che producevano un bene inestimabile ed indispensabile come il sale. La produzione di questo, utilizzato sia per l'alimentazione che per la conservazione dei cibi, doveva essere posta necessariamente sotto controllo, come afferma lo storico Tito Livio, che ricorda, tra l'altro, come tutto il territorio in prossimità della foce fosse strategicamente di fondamentale importanza per Roma.

 

Tuttavia il primo insediamento si può far risalire solo agli inizi del IV secolo a.C. immediatamente dopo la caduta della città etrusca di Veio nel 396 a.C., che si trovava sulla opposta sponda destra del Tevere. Comunque solo alla fine del secolo venne costruito un fortilizio (castrum) a pianta rettangolare, circondato da possenti mura in tufo e con gli assi viari principali, decumano e cardo, disposti secondo i punti cardinali. Questo accampamento militare, a cui venne dato il nome di Ostia, dal latino ostium che significa foce del fiume, sorgeva a circa 16 miglia da Roma ed aveva la funzione di avamposto militare destinato a controllare per conto di essa non solo l'accesso al Tevere, ma anche tutto il suo corso inferiore e i territori limitrofi. Sin da subito Ostia, prima colonia romana, divenne anche un porto fluviale, funzionale all'approvvigionamento delle merci destinate a Roma, tra cui ricordiamo soprattutto il grano, rimanendo indubbiamente prevalente la sua funzione strategico militare come base navale.

La cittadina è famosa in tutto il mondo perché qui si trova la residenza estiva dei Pontefici, visitabile insieme ai suoi giardini solo dal 2015. I bellissimi giardini ospitano anche i resti della Villa di Domiziano e la Fattoria Vaticana. Nella piazza antistante il Palazzo Papale, si trova la bella chiesa di San Tommaso di Villanova e la fontana, entrambe progettate dal Bernini, e la più antica buca della Posta d'Italia. Il borgo presenta una serie di punti panoramici sul lago e sui boschi circostanti, ed è costellato da botteghe ed ottimi ristoranti.

Consigliamo anche una visita al lago, incuneato nell'ex cratere vulcanico. Si può passeggiare sul lungolago ricco di ristoranti e stabilimenti balneari, navigare con il battello elettrico, in canoa o barca a vela, o percorrere a piedi o in bicicletta il sentiero che lo circonda. Si possono inoltre visitare interessanti opere romane che si affacciano sul lago come il Ninfeo Dorico, il Ninfeo Bergantino e l'Emissario del lago.

l giardino di Ninfa è stato dichiarato Monumento Naturale dalla Regione Lazio nel 2000 al fine di tutelare il giardino storico di fama internazionale, l’habitat costituito dal fiume Ninfa, lo specchio lacustre da esso formato e le aree circostanti che costituiscono la naturale cornice protettiva dell’intero complesso, nelle quali è compreso anche il Parco Naturale Pantanello, inaugurato il 15 dicembre 2009.

Il nome Ninfa deriva da un tempietto di epoca romana, dedicato alle Ninfe Naiadi, divinità delle acque sorgive, costruito nei pressi dell’attuale giardino. 
A partire dal VIII l’Imperatore Costantino V Copronimo concesse a Papa Zaccaria questo fertile luogo, facente parte di un più vasto territorio chiamato Campagna e Marittima, entrò a far parte dell’amministrazione pontificia. Al tempo contava solo pochi abitanti, ma aveva assunto un ruolo strategico per la presenza della Via Pedemontana: trovandosi ai piedi dei Monti Lepini, era l’unico collegamento alle porte di Roma che conduceva al sud quando la Via Appia era ricoperta dalle paludi. Dopo l'XI secolo Ninfa assunse il ruolo di città e fra le varie famiglie che la governarono ricordiamo i Conti Tuscolo, legati alla Roma pontificia, e i Frangipani, sotto i quali fiorì l’architettura cittadina e crebbe la considerazione economica e politica di Ninfa, ricordiamo infatti che nel 1159 il cardinale Rolando Bandinelli fu incoronato pontefice Alessandro III nella Chiesa di Santa Maria Maggiore. Nel 1294 salì al soglio pontificio Benedetto Caetani, Papa Bonifacio VIII, figura potente e ambiziosa, che nel 1298 aiutò suo nipote Pietro II Caetani ad acquistare Ninfa ed altre città limitrofe, segnando l’inizio della presenza dei Caetani nel territorio pontino e lepino, presenza che sarebbe durante per sette secoli. 
 

Bomarzo, borgo del Lazio alle falde del Monte Cimino, possiede un'opera unica al mondo, la Villa delle Meraviglie, chiamata anche Sacro Bosco, spesso definito Parco dei Mostri.
Venne progettato dal principe Vicino Orsini e dal grande architetto Pirro Ligorio nel 1552. lI parco, pur inserendosi a pieno titolo nell'erudita cultura architettonico-naturalista del secondo Cinquecento, costituisce un unicum. I raffinati giardini all'italiana sono realizzati su criteri di razionalità geometrica e prospettica. con ornamenti quali le ampie terrazze, le fontane con giochi d'acqua e le sculture manieriste. Al contrario, il colto principe di Bomarzo si dedicò alla realizzazione di un eccentrico "boschetto" facendo scolpire nei massi di peperino, affioranti dal terreno, enigmatiche figure di mostri, draghi, soggetti mitologici e animali esotici, che altenò a una casetta pendente, un tempietto funerario, fontane, sedili e obelischi su cui fece incidere motti e iscrizioni. Il Sacro Bosco, non rispettando le consuetudini cinquecentesche, si presenta come una soluzione irregolare; i diversi elementi sono tra loro svincolati da qualsiasi rapporto prospettico e non sono accomunati da coerenza di proporzioni. ll tutto è inventato con criteri iconologici che sfuggono anche ai più appassionati studiosi, autentico labirinto di simboli che avvolge chi si addentra fisicamente o intellettualmente. Questi i motivi che hanno ispirato molti artisti del tempo, come Annibal Caro, Bitussi e il Cardinal Madruzzo. ln seguito alla morte di Vicino Orsini, nessuno si curò più di questo luogo che dopo secoli di abbandono è stato rivalutato da intellettuali e artisti come Claude Lorrain, Johann Wolfgang von Goethe, Salvador Dali, Mario Praz e Maurizio Calvesi.

L'Abbazia di Montecassino è una delle più note Abbazie del mondo. 

 

Nel 529 San Benedetto scelse questa montagna per costruire un monastero che avrebbe ospitato lui e quei monaci che lo seguivano da Subiaco. Il paganesimo era ancora presente, ma egli riuscì a trasformare questo luogo in un monastero Cristiano ben strutturato dove ognuno potesse avere la dignità che meritava, attraverso la preghiera e il lavoro.

 

Nel corso dei secoli l'Abbazia ha conosciuto molte volte magnificenza e distruzione, ed è sempre rinata più forte dalle sue rovine. Nel 577 la distrussero i Longobardi, poi nell'887 i Saraceni. Nel 1349 ci fu un terrible terremoto e nel febbraio 1944 un bombardamento la rase quasi al suolo.

 

E' la fedele ricostruzione dei ventimila metri quadrati quella che si vede percorrendo l'autostrada A1. Sulla vetta della montagna, alta 520 metri, il monastero si vede facilmente anche da lontano, e diventa così un punto di riferimento ben preciso della zona.

Famosi a livello planetario, gli scavi di Pompei e di  Ercolano sono gli unici siti archeologici al mondo,  in grado di restituire al visitatore un centro abitato romano, la cui vita è rimasta ferma ad una lontana mattina del 79 d.C., epoca dalla quale il Vesuvio decise di cancellarlo dall'orbe terraqueo. 

La città deve il suo eccezionale stato di conservazione alle modalità con cui è stata sepolta. Tonnellate di ceneri, pomici e lapilli l'hanno coperta sotto uno strato di oltre 6 metri preservandola, nel contempo, dalla maggior parte delle offese del tempo. Gli stessi materiali piroclastici, cementandosi attorno ai corpi investiti, ne hanno conservato l'impronta, consentendo agli archeologi di restituirceli negli atteggiamenti assunti a seguito di brevi ma atroci agonie.Il centro romano che si visita oggi è in realtà "figlio" di un altro, più antico, fondato all'inizio del VI secolo a.C. dagli Osci, genti italiche cui si sovrapposero successivamente i Sanniti.La città italica ha lasciato moltissime tracce di se. Essa, infatti, inizialmente abitata solo nella zona dove attualmente si trova il foro, si estese successivamente assumendo l'impianto ad isolati rettangolari (insulae) ancora visibile. Anche molti edifici attualmente visitabili furono realizzati nel corso del II secolo a.C. prima che Pompei, in seguito alla guerra sociale che l'oppose a Roma, fosse conquistata da L. Cornelio Silla divenendo colonia romana (80 a.C.). Negli anni della colonia vi furono alcune importanti realizzazioni, quali le Terme del Foro e l'Anfiteatro. L'aspetto attuale fu comunque raggiunto nella prima età imperiale, epoca cui risalgono la Palestra Grande e gli edifici pubblici sul lato est del Foro. Quest'ultimo, circondato da un portico e dominato dal tempio di Giove, costituisce il cuore della città, il suo centro politico, amministrativo e commerciale. Al Foro si contrappone il quartiere dei teatri, cuore pulsante delle attività culturali e religiose pompeiane, realizzato nel II secolo a.C. Le attività "ludiche" furono collocate in gran parte all'estrema periferia dove è possibile visitare l'Anfiteatro e la Palestra Grande. Di grande interesse anche le terme pubbliche: quelle del "Foro" e quelle "Stabiane", caratterizzate dall'alternarsi d'ambienti a temperatura gradatamente crescente (frigidarium, tepidarium e calidarium).

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